Negli ultimi decenni l’Unione europea ha costantemente rafforzato i propri confini esterni con ulteriori dispositivi di sorveglianza e controllo, tra questi indubbiamente il sistema dei visti richiesti ai cittadini e alle cittadine del cosiddetto “Sud” del mondo e l’esternalizzazione delle frontiere a paesi terzi. L’obiettivo è impedire l’accesso alla cosiddetta “Fortezza Europa”. Con l’aumentare della sorveglianza e della violenza ai confini, le persone che migrano sperimentano nuovi percorsi e nuove strategie migratorie che li espongono a rischi sempre più elevati. Uno di questi, negli anni più recenti, è per le persone provenienti dall’Ecuador e da altri paesi dell’America latina, il viaggio dal proprio paese alla Turchia, che non richiede il visto di ingresso per i primi 3 mesi di soggiorno e il tentativo di ingresso nella UE attraverso il confine con la Grecia. Da anni il tratto di confine segnato dal corso del fiume Evros è teatro di respingimenti illegali, abusi e violenze sulle persone che cercano di entrare in Europa.
A gennaio 2025, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha emesso una sentenza in cui per la prima volta riconosce l’esistenza di respingimenti sistematici delle persone migranti che cercano di entrare in Grecia dalla Turchia, una pratica illegale dal punto di vista del diritto nazionale e internazionale.
In questa sezione potrete conoscere la testimonianza delle/dei famigliari di Edwin Jara, cittadino dell’Ecuador, scomparso il 13 dicembre 2023 mentre cercava di attraversare il fiume Evros per entrare in UE e ricongiungersi con la sua famiglia in Italia.
La storia di Edwin Jara Guevara
Edwin Jara Guevara arriva in Turchia in aereo partendo dalla Colombia. Avrebbe dovuto proseguire con un volo per il Montenegro, ma all’aeroporto di Istanbul viene fermato e non può proseguire il viaggio perché gli manca il visto d’ingresso per il Montenegro. Edwin resta quindi un mese in Turchia cercando un’opportunità per arrivare in Italia dalla sua famiglia, cerca anche un lavoro.
Suo padre e le sue sorelle vanno a trovarlo a Istanbul, per non lasciarlo solo. Una delle sorelle cerca di attraversare con lui il confine in pullman. Purtroppo, alla frontiera il pullman viene controllato dalla polizia che non lascia passare Edwin.
Edwin a Istanbul conosce altre persone dell’Ecuador con le quali tenta di arrivare in Italia passando prima dalla Georgia e poi dalla Moldavia ma falliscono. Conosce quindi altre persone che gli indicano la rotta per attraversare illegalmente il fiume Evros (frontiera greco-turca). Il 14 dicembre del 2023 Edwin comunica alla sua famiglia che il giorno dopo, il 15 dicembre, passerà la frontiera attraversando il fiume Evros. Da quel momento la famiglia non ha più sue notizie.
La traversata Edwin la fa con altri cittadini ecuadoregni. I parenti hanno potuto parlare con queste persone che hanno riferito che il tentativo non era andato a buon fine: la polizia greca li aveva intercettati nella zona di Didymoteichos, picchiati e riaccompagnati in Turchia, dove sono stati ancora picchiati. Hanno anche detto che le autorità greche gli hanno tolto i documenti e che sono riusciti a scappare dalla polizia turca. La zona in cui è scomparso Edwin è una zona militare turca.
I famigliari di Edwin Jara si recano subito in Turchia, il 16 dicembre 2023 nella zona della scomparsa. La sorella (Gabriela) e il fratello (Bryan) partono in macchina alla ricerca del fratello. Quando arrivano nella zona dove è scomparso vengono fermati dalla polizia militare che li trattiene per 7/8 ore.
Il 17 dicembre riescono a chiamare un’altra sorella che era rimasta in Italia, che avvisa la Farnesina e chiede il loro intervento dato che Gabriela è ormai naturalizzata italiana. La Farnesina attiva l'ambasciata che ottiene la loro liberazione e consiglia ai parenti di rientrare in Italia e di interrompere le indagini in Turchia perché sono sospettati di essere spie.
A gennaio 2024 si recano di nuovo in Turchia dove denunciano ufficialmente la scomparsa di Edwin. Nei primi mesi del 2024 la famiglia denuncia la scomparsa anche in Grecia e in Italia.
Edwin Jara è figlio di cittadino italiano e, in quanto tale, ha il diritto di recarsi a visitare la sua famiglia in Italia. Per il rilascio del visto turistico, l’ambasciata italiana in Ecuador avrebbe dovuto chiedergli solo la documentazione che attestava il grado di parentela con il padre. Invece l’agenzia alla quale è stata appaltata la gestione delle pratiche dei visti di ingresso, gli chiese la documentazione necessaria per un normale visto di ingresso per turismo: contratto di lavoro, ultime buste paga, solvenza bancaria, in sostanza i requisiti economici, senza tenere conto del fatto che era figlio e fratello di cittadini italiani.
I cittadini italiani hanno il diritto di ricevere le visite dei loro parenti extracomunitari, indipendentemente dalla situazione economica di questi ultimi. Questo diritto è sancito dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.
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