Testimonianze delle famiglie


Le vittime dei confini e dei muri che l’Europa innalza per ostacolare il diritto alla mobilità delle persone sancito dall'art. 13 della Dichiarazione universale dei diritti umani, non sono solo coloro che intraprendono il viaggio. Vittime sono anche i loro parenti, che vivono l’angoscia per la scomparsa dei loro familiari o il lutto senza neanche il conforto di una degna sepoltura. Qui troverete le loro storie. Famiglie che denunciano le politiche migratorie europee che, non concedendo la possibilità di un ingresso regolare, costringono le persone a rischiare la vita per arrivare in Europa. Famiglie che esigono DIGNITÀ, VERITÀ E GIUSTIZIA in merito alla sorte dei loro parenti! Missing at the borders ha come obiettivo prioritario quello di raccogliere sempre più interviste video affinché le famiglie possano raccontare, in prima persona, le loro esperienze.

Aymen Ben Smida

Disperso da 2259 Giorni

"Gli adolescenti devono poter vedere le cose, allargare il loro orizzonte. È un loro diritto. L’articolo 13 dichiara che esiste il diritto di andare, di partire e di vedere"
Mohamed Ben Smida

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Redouene Djezzar

"Non smetteremo mai di cercarli! Non si possono abbandonare i propri figli"
Mohamed Djezzar

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Ghassen Ben Brahim

"Come mai gli stranieri possono venire qui semplicemente con la loro carta di identità senza pagare niente? Mentre noi dobbiamo presentare una richiesta e pagare. E alla fine non ci rilasciano neanche il visto"
Souad Ben Brahim

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Raouf Hidouci

"Tutto è cambiato. È un inferno. Un inferno che non ti posso neanche raccontare, che non puoi neanche immaginare!"
Bariza Haidouci

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Faycel Sabouni

"Come potrei dimenticare mio figlio? I miei figli sono la mia vita"
Boubakeur Seddik Sabouni

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Mohamed El Raouafi

"Non ho bisogno di niente in questo mondo. Tranne la verità su mio figlio"
Meherzia Chargui EP Raouafi

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